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Quando si cucina un piatto inevitabilmente alcuni profumi e sapori ti riportano indietro nel tempo e fanno riaffiorare tanti ricordi. Ci si ritrova cosi al tavolo con nonna mentre prepara le fettuccine e le sue mani infarinate, nodose e invecchiate,  fanno quel rumore sulla sfoglia tirata che non dimenticherai mai piu’.  Il profumo del peperoncino e del prezzemolo ti fa tornare a quella prima estate passata con gli amici al mare, dove il profumo della prima Arrabbiata cucinata dall’unico che sapeva preparare un piatto di pasta,  si confondeva all’odore della salsedine e al sudore della pelle accaldata.

Ma accade anche che i ricordi legati al cibo non sono poi cosi lontani, e accade anche che mentre si cucina ci si innamora, si litiga, si stringano amicizie, si parli di politica o di canzoni.

Capita che intorno ad un piatto si discuta per ore di quale sia la ricetta originale, ci si interroghi sulla propria vita, si facciano grandi confessioni o semplicemente si gusti in silenzio perche’ si e’ rimasti soli in un Agosto in citta’.

La cucina e’ tanto, e’ tutto. Specialmente per un italiano, specialmente per un romano, specialmente quando sei un expat e ti ritrovi ad annusare i pomodori cercando il profumo di casa.

La cucina ti mette in pace col mondo. Provate ad andare all’estero per alcuni mesi, o anche solo per settimane, tornerete con un solo obiettivo: uno spaghetto al pomodoro e basilico che vi rimetta in sesto lo stomaco e il cuore. Perche’ la cucina del resto del mondo e’ buona, e’ accattivante. Ma la cucina di casa e’ quella che ti rimette i pezzi a posto, che ti fa mangiare avidamente e poi abbandonare sulla sedia sospirando un: “ohhh mo’ si'”.