Pomodori col riso. Quando il romano ha fame nonostante il caldo

Pomodori-col-riso

Roma. La citta’ eterna, la Grande Bellezza, la grande callazza.

Chi, come me, ha passato almeno un’estate in citta’ sa lo struggimento e il grande quesito che attanaglia il romano  all’ora dei pasti: e mo’ che me magno co sto caldo?

Si. Perche’ noi romani passiamo sopra a tutto. Siamo passati sopra ai bombardamenti, alle dimissioni del Papa, ai sandali col calzino e al cappuccino con lo spaghetto alle vongole del turista a Campo de Fiori, pure  all’addio del Capitano tie’. Ma ancora non riusciamo ad accettare di nutrirci con una misera insalata o un Melone quando arriva l’ora di cena. Noi romani semo cosi. Dovemo mette i piedi sotto al tavolo. Pure con 40 gradi. Diffidate di quelli che vi diranno: ma come fai a mangia’ co’ sto caldo? Ricordatevi sempre: gallina che non becca ha gia’ beccato. Un’ora prima stava dall’egiziano sotto casa a mangia’ tre etti di pizza con i peperoni ripiena di porchetta e sorseggiava una Peroni ghiacciata. Non date retta.

E allora il romano che fa quando solo l’idea di accendere i fornelli con 40 gradi lo fa svenire? Accende il forno.

Si. A noi ce piace un po’ soffri’. Ma solo se si tratta di cibo. Di solito pero’ si aspetta che sia uno della famiglia ad immolarsi e di solito e’ la mamma, la suocera, o la signora della  Tavola Calda sotto casa che ormai diciamocelo..e’ come una di famiglia. Le lasciamo le chiavi di casa se il figlio ha scordato di prenderle per farlo rientrare di notte senza citofonare e far sentire le bestemmie del marito fino all’attico (che quelli gia’ so altezzosi di loro), le si chiede se ci tengono le buste della spesa “che poi passo e me le prendo che alla Posta me chiudono”.. figurarsi se mo’ questa non puo’ accendere il forno per noi che voglio dire, e’ anche il lavoro tuo no?

E cosa offre la Tavola Calda romana? Il pollo con i peperoni, lo spezzatino con le patate, l insalata di riso e i piselli col prosciutto ma soprattutto loro: i pomodori col riso.

Sono un must dell’estate romana per vari motivi:

Uno. I pomodori sono piu’ buoni. Succosi, grandi, rossi e saporiti.

Due. Si accende il forno una volta. Poi si mangiano per giorni. Perche’ il giorno dopo sono piu’ buoni e perche’ si mangiano anche freddi.

Perche’ chi di noi non ha in casa quello che alle 3 di notte si alza e impreca perche’ “in questa casa non c’e’ mai un cazzo da mangiare?”. Tu gli dici: “guarda che ce stanno i pomodori col riso in frigo” e hai fatto la tua parte di madre/moglie/badante con onore.

Quelli che mangiano i pomodori col riso di solito si dividono in due categorie:

Quelli che mangiano tutto il pomodoro e quelli, come me, che mangiano solo il riso. Nella mia categoria di solito ci sono anche i bambini. Per cui non aspettatevi che vostro figlio apprezzi del tutto il piatto. Sicuramente si mangera’ l’interno e si fara’ fuori tutte le patate. Perche’ le patate dei pomodori col riso sono deliziose.

Il romano che andava al mare una volta si portava teglie intere di pomodori col riso. Li faceva la sera prima dopo aver tirato a sorte chi avrebbe acceso il forno (si racconta di divorzi chiesti dalle mogli proprio perche’ il marito aveva perso la scommessa col cognato e le toccava accende il forno con 42 gradi, senza condizionatore.  Che chi ce l’aveva anni fa..).

Si partiva la mattina all’alba con la teglia coperta di carta stagnola e ci mangiava tutta la famiglia. Di solito poi il padre o il nonno ripuliva i piatti dei figli o dei nipoti di tutti i pomodori svuotati citando massime quali: “da’ qua’ va, bocca de fregna”  o “ve farei pati’ la fame vera io”. Nella mia famiglia l’atto di pulizia finale veniva attuato da mia madre perche’ mio padre come me, mangiava solo l’interno. Ma le frasi vi assicuro erano le stesse.

Ora non vi resta che andare al mercato e chiedere di darvi dei bei pomodori maturi per farli col riso, chiamare vostra suocera o vostra madre e dirle che come lei nessuno mai e farle accendere il forno.

Buon appetito.

P.S. La frase” Bocca de fregna” non e’ una parolaccia. E’ una figura allegorica tipica romana. Statece.

 

RICETTA:

  • 8 pomodori maturi
  • 8 cucchiai di riso Carnaroli o Arborio.
  • basilico/origano/prezzemolo (quello che piu’ vi aggrada o semplicemente quello che avete in casa, potete metterli tutti volendo)
  • 5/6 patate grandi
  • uno spicchio d’aglio (chi vuole lo mette in camicia nel riso a macerare, chi vuole lo puo’ tritare e aggiungere alla polpa di pomodoro)
  • olio
  • sale e pepe

 

  1. Lavate i pomodori e tagliategli la parte superiore, quella che diventera’ il “cappello” del pomodoro.
  2. Svuotate il pomodoro con l’aiuto di un coltellino per incidere e un cucchiaio. La polpa andra’ messa in una ciotola capiente.
  3. Ogni pomodoro svuotato va spolverato di sale (cosi uscira piu acqua possibile e all’interno saranno saporiti).
  4. Preparatevi un vassoio coperto di scottex dove adagierete a testa in giu’ i pomodori facendo attenzione a mettergli sopra o a fianco il proprio “cappello”.
  5. Nel frattempo la polpa di pomodoro va passata con passaverdure o col minipimer e condita con sale, pepe, olio, aglio e l’erbetta che avete scelto. Tenete da parte una tazzina di questa polpa per condire le patate.
  6. All’interno della ciotola mettete un cucchiaio raso di riso per ogni pomodoro. Se i pomodori sono 8 allora 8 cucchiai rasi.
  7. Lasciate macerare il riso per un ora, un ora e mezza. Nel frattempo accendete il forno a 200 gradi.  O meglio.. chiedete a vostra suocera di accenderlo.
  8. Nel frattempo tagliate le patate come piu’ vi aggrada. Io di solito le faccio a spicchi non troppo grossi. E mettetele nella teglia dove andrete a cuocere il tutto. Conditele con olio, sale e pepe e quella tazzina di succo di pomodoro che avevate preservato in precedenza.
  9. Trascorsa questa oretta e mezza tra farfalle tropicali e visioni mistiche, riempite i pomodori ma solo fino a meta’ altrimenti il riso in cottura raddoppiera’ di volume e voi vi ritroverete con i pomodori squartati. Poi non dite che non ve l ho detto.
  10. Coprite ciascun pomodoro col proprio “cappello”.
  11. Adagiate i pomodori nella teglia tra le patate.
  12. Irrorate i pomodori di olio, sale e pepe.
  13. Infornate a 200 gradi per un’ora.
  14. Lasciate “assestare” per una decina di minuti e servite.

 

 

 

Silvia

4 thoughts on “Pomodori col riso. Quando il romano ha fame nonostante il caldo

  1. bocca de fregna… è un must… ma mi nonna Silvia che tu ricorderai bene… mi ha dato lezioni di vita a non finire ed una di queste è stata proprio l’imparare a mangiare tutto il pomodoro e indovina dicendomi cosa???
    ” Ao bello de nonna ma si nun te piace er pomodoro nonna la prossima vorta lo sai che te fa? LA CACCA CO LO ZUCCHERO così vedemo si la preferisci…😍😍😍😍

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