La Torta di mele

torta di mele

L’Inghilterra, patria dei cupcakes e delle torte in pasta di zucchero. Dolci fatti di burro, ripieni di crema di burro e ricoperti da strati di pasta di zucchero. Insomma qualcosa che solo ad immaginarla  prenoti un appuntamento per una curva glicemica.

Non che non siano buone per carita’.. avendo un bambino qui a Londra mi e’ capitato di assaggiarne qualcuna nei birthday party dei suoi amichetti e si sa che e’ buona educazione non rifiutare l’unica cosa che tu genitore sei autorizzato a mangiare (visto che e’ l’unica cosa che ti offrono),  e tra un bicchiere di Coca Cola scippato a tuo figlio per non stramazzare al suolo soffocata da un dito di Elsa, e un sorriso di circostanza, mangi la fetta di quattro etti che ti mettono sul piatto.

Ma io non sono mai stata una grande amante dei dolci, per intenderci sono una da Nutella e fetta biscottata ecco, per cui il mio giudizio sulle arti pasticcere delle inglesi lascia il tempo che trova.

Ma un paio di anni fa ho potuto prendermi la rivincita su questi capolavori di manualita’ partecipando ad una cake competition del quartiere in onore degli 80 anni della Regina Elisabetta e vincendo il premio per la torta piu’ sana. Il che mi stupi’ non poco pensando ai grassi nella mia ricetta ma va da se’ che le altre torte erano interi panetti di burro e zucchero scolpiti da mamme infoiate a celebrare al meglio il compleanno di Nonna Betta. C’erano torte a forma di teiera, composizioni di cupcakes a formare la Union Jack (la bandiera inglese) e la piu’ modesta era un castello di Windsor con tanto di corvi fatti, ovviamente, di burro colorato di nero.

Quando posai la mia spoglia e misera torta di mele in mezzo a tanta magnificenza mio figlio mi guardo’ un po’ deluso, accusandomi di non aver anche io dato fondo al banco frigo del supermercato. “Insomma mamma nemmeno un panetto da mezzo chilo hai messo? ora come potro’ venir preso in considerazione nel quartiere?” “Abbi fede figlio mio” gli dissi dandomi un tono, “il cibo buono viene sempre apprezzato!” In realta’ dentro di me iniziavo a vacillare. Come potevo pensare che nella patria del burro potesse venir apprezzata una torta simile? Lo portai in giro per la festa di quartiere nell’attesa del verdetto che sapevo sarebbe stato implacabile. Probabilmente avrebbero annunciato i vincitori con squillo di trombe e ricchi cotillions e alla fine, smontando lo stand, un inserviente avrebbe detto: oh ma cos’ e’ questa? scusate signore qualcuna ha dimenticato la base di pan di spagna per una torta? e io avrei fatto finta di niente cercandomi intorno con lo sguardo e scuotendo la testa come a dire: ma guarda che gente c’e’ in giro..

Arriva il verdetto. Tre signore, il Bastianich, Cracco e Barbieri d oltralpe, con tanto di lavagnetta girano per lo stand. Guardano, testano, toccano, annusano. Poi nel brusio e nell’eccitazione che montava tra le partecipanti annunciano:

“Il primo premio va a Mrs Yong per la sua teiera. Vince un giorno alla Spa PincoPallo”. Applausi delle altre signore. Cori e fischi di gioia. Io dentro di me pensavo che culo. Ma mica per la gloria. Per il giorno alla Spa. Da sola. Senza smaronamenti per un giorno intero. Se questi sono i premi giuro che il prossimo anno mi presento con un panetto da 5 kg di burro. Gli faccio un taglio in mezzo e lo intitolo “Impressioni di Fontana”. veniteme a di’ qualcosa.

Anche il secondo premio viene assegnato ad una bambina. Quella della bandiera inglese fatta da cupcakes. Battuta da una ragazzina. Mio figlio aveva appena tirato fuori i fogli per l’adozione. Vince una cena per 4 persone al ristorante italiano della zona. Mio figlio mi guarda sconfortato. Amore non ti preoccupare, tanto fa pure cagare quel ristorante, domani ti porto a strafogarti al Mc Donald.

” Il terzo premio va di merito alla torta piu’ sana della gara. La torta di mele della signora Silvia”. Giubilo. Mio figlio mi salta in braccio. Io mi faccio spazio con mio figlio appeso ad un braccio, commossa manco fossi nella finale di Miss Italia, ringrazio i miei genitori, la mia patria e dedico questo premio a tutte le mamme che si smazzano dalla mattina alla sera. Mentre mi appuntano sul petto la spilla con i colori della Gran Bretagna, fatta di carta  dai bambini del quartiere con la Vinavil ancora fresca che sgocciola, e mio figlio strappa i fogli della richiesta di adozione tra le lacrime, io attendo il mio premio. Cosa potra’ mai essere.. la Spa l hanno data, il ristorante me ne faro’ una ragione..ma una cassa di vino non me la leva nessuno penso.

“E come premio.. un anno di abbonamento alla rivista Cake Decoration, creazioni con la pasta da zucchero!” Certo. Come poteva essere diversamente mi chiedo.

Per cui eccola qui la mia torta di mele. Che in realta’ e’ una ricetta passatami anni fa da una mia cara amica pasticcera, a cui devo far onor di menzione, Federica.

Non ci vincerete un giorno alla Spa ma sarete per mesi le eroine di vostro figlio. M hai detto niente..

 

RICETTA:

  • 4 uova intere
  • 300 gr di zucchero
  • 80 ml di olio di semi
  • 80 ml di latte intero
  • 300 gr di farina 00 (se la trovate sarebbe meglio la self rising, quella lievitante)
  • 1 bustina di lievito
  • 5 mele
  • 1 buccia di limone grattugiata e il suo succo
  • zucchero di canna e cannella per il tocco finale
  1. Grattate la buccia di un limone dentro una ciotola di medie dimensioni (considerate che dovrete mettere tutto l’impasto all’interno).
  2. Spremete il limone in una ciotola piu piccola. Ma non lo spremete tutto, ve ne servira’ un po’ per le fette di mela per decorare.
  3. Sbucciate e tagliate a tocchetti 4 mele (chiedete al fruttivendolo quelle giuste per fare la torta di mele, ci vogliono succose ma non acidule) e mettetele nel succo di limone con un cucchiaino di zucchero di canna.
  4. In un piattino o ciotolina fate a fette la 5a mela lasciandole questa volta la buccia e conditela con il  succo di limone rimasto.
  5. In una ciotola mescolate le uova con lo zucchero, Non serve sbatterle con il frullatore, basta una frusta.
  6. Aggiungete i liquidi. Si usa l’olio di semi perche’ e’ piu’ leggero e non “scende” nella cottura rendendo l’impasto piu’ leggero.
  7. Incorporate le mele, senza succo di limone. quello che serve sara’ stato assorbito dalle mele.
  8. Setacciate la farina con il lievito prima di incorporarla. Non e’ una cosa indispensabile ma se lo fate il risultato sara’ un impasto piu’ omogeneo per cui vi consiglio di farlo.
  9. Versare il composto nella tortiera che avrete imburrato e infarinato (o se usate quei cerchi pretagliati di carta forno ancor meglio, non userete altri grassi).
  10. Sull’impasto mettete a “raggiera” le fettine di mela. Passate sulle mele (e solo su quelle, non al centro dell’impasto)  lo zucchero di canna (non abbiate paura di abbondare, formera’ una bella crosticina carammelizzando le mele) e una spolverata di cannella.

 

Forno a 170 x 40/45 min. Non aprite il forno!

 

Fatemi sapere!

 

Silvia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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